La Gazzetta del Mezzogiorno – Ricerca e Innovazione “Made in Cerignola”

Ha l’accento di Cerignola, la nuova frontiera della ricerca per neutralizzare attacchi bioterroristici, mediante l’utilizzo di armi chimiche e batteriologiche letali. La scoperta e la preparazione di un prodotto chimico ad hoc, è il frutto del lavoro di un pool di giovani ricercatori della Cerichem Srl, una piccola azienda di Cerignola, specializzata nella produzione di disinfettanti e sterilizzanti a freddo, i quali hanno concentrato l’attività di laboratorio sui procedimenti finalizzati a neutralizzare batteri e virus, in particolare l’antrace, altamente patogeni e dunque a potenziale uso bioter roristico. «In molti ,sottolinea l’amministratore di Cerichem Srl Luigi Caiaffa, continuano a non credere nella possibilità di investire nel Mezzogiorno d’Italia». «Dopo aver rilevato l’azienda, ricorda, erano in tanti a sostenere che non fosse una scelta oculata e che la società non avrebbe avuto vita facile. Invece, ci ho creduto fermamente ed ho investito su giovani cervelli, la vera risorsa del Sud. Ed ora, a pochi mesi distanza dall’inizio della mia sfida, stiamo dimostrando che una piccola azienda del Meridione può ergersi a eccellenza nel quadro internazionale, offrendo un valido contributo e mettendo sul mercato un prodotto in grado di fronteggiare, con successo, anche la minaccia di un attacco batteriologico su vasta scala».

Il prodotto è stato testato e validato dal Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata. E gli straordinari risultati della ricerca sono stati presentati al recente Congresso Mondiale Bacillus ACT, svoltosi a New Delhi a fine ottobre dell’anno scorso, nel corso del quale è stato rilevato, tra l’altro, che 14 anni dopo gli episodi del 2001, gli attacchi bioterroristici sono una reale minaccia e che un gesto folle può essere replicato da chiunque. Dello stesso avviso il premier francese Manuel Valls, che in un discorso al Parlamento francese ha lanciato l’allarme a proposito del «rischio di attacchi con armi chimiche e batteriologiche».

Mondo Medico 27Febb2016_testataLa dottoressa Maria Rita Gismondo, direttore del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Bioemergenze del “Polo universitario e Azienda ospedaliera Luigi Sacco” di Milano, ha inoltre spiegato che c’è un allarme diffuso per tutti i possibili attacchi, che vanno dall’esplosivo al chimico, al biologico. Nello specifico, la dottoressa Gismondo si è soffermata sul pericolo biologico, sottolineando che un malato di Ebola può essere trasportato con un furgone o un aereo da una parte all’altra del mondo nel giro di 24 ore, prima che muoia o che mostri i sintomi, e che è molto più facile trasportare piccole quantità di batteri o virus rispetto ad armi o esplosivi. Basti pensare che, per infettare l’intera città di Boston, che ha una popolazione di circa 650 mila abitanti, è sufficiente mezzo cucchiaino di polvere di antrace. «Abbiamo cominciato a lavorare in questo settore, aggiunge Caiaffa, quando ci siamo resi conto che pur essendoci sul mercato diversi prodotti in grado di neutralizzare batteri e virus altamente patogeni, non esisteva il “prodotto perfetto”. In genere si trattava infatti di sostanze che, per altro verso, possono avere dei riflessi negativi sulla salute dell’uomo, sull’ambiente o, ancora, particolarmente costosi da rendere improbabile il loro utilizzo su larga scala. I laboratori di ricerca della mia azienda si sono dunque concentrati sull’acido peracetico, una sostanza molto efficace sulle spore di antrace, ma il cui limite di utilizzo sta nel fatto che una volta ricostituito, il prodotto conserva la propria efficacia per un numero molto limitato di giorni, in genere meno di una settimana. Le nostre ricerche ci hanno consentito di superare tale limite portando il tempo di efficacia dell’acido peracetico ad un periodo più lungo. Tengo a precisare che quando parlo di efficacia del nostro prodotto, intendo la completa distruzione dei batteri e dei virus, dopo un contatto di appena 5 minuti».

Pubblicazione della Gazzetta del Mezzoggiorno in data 27 Febbraio 2016